Risultati
elettorali a parte (positivi per i grillini, niente di che per Napolitano), è
evidente che il Movimento a 5 stelle deve iniziare a fare i conti con la
politica, quella vera. Non può più rimanere sulla linea dell’opposizione ad
oltranza, del rifiuto sistematico dell’autorità degli altri partiti e delle
cariche dello stato e della satira di Grillo contro tutto e tutti.
Nel bene o nel
male, dipende dai punti di vista, si sono proposti ad un elettorato, il quale ha raggiunto una vastità non secondaria. Un
elettorato evidentemente stanco della vuota, sempre uguale e vecchia proposta
dei grossi partiti, tra i quali PD e PDL; un corpo elettorale che crede
possibile un approccio nuovo e, speriamo, genuino nei confronti della politica
e dell’Italia in crisi.
A questo punto però,
i “grillini” (anche se non ritengo giusto chiamarli così) devono proporsi con
serietà, abbandonando la vecchia propaganda alla Grillo.
Putti ci ha
provato. Presentandosi, da candidato, in televisione ha mostrato di voler
essere all’altezza dell’impegno preso nei confronti di coloro che l’hanno
votato, e che dovranno ancora votarlo, lasciando a casa il vestito da buffone.
Ma questo non è
andato giù al padre-padrone, che ha prontamente fatto sentire il suo vocione.
Non si può negare la sua importanza nel partito (o Movimento, come ci terrebbe
a precisare giustamente Beppe Grillo) in qualità di ideatore, “fondatore” ed
ispiratore, ma bisogna fare un passo avanti.
Almeno lui
dovrebbe.
Le idee del
movimento, giuste o sbagliate che siano, devono essere esposte e presentate,
ora, con una certa formalità. A lungo andare il modo di porsi alla “grillo
parlante” di Pinocchio non potrà che essere controproducente, portando ad un
rifiuto da parte degli elettori che gli hanno dato, in questi giorni, fiducia.
La storia la
sappiamo benissimo tutti. Un colpo con il martello e il grillo ha smesso di
parlare.
I programmi
politici proposti alle amministrative e, quindi, alle comunità in senso
ristretto, hanno destato interesse e partecipazione. Grillo dovrebbe capire che
ha varcato il suo Rubicone. Dovrebbe capire che la sua lotta sta iniziando a
dare frutti positivi e propositivi. Dovrebbe rendersi conto che è finita l’era
della satira fine a sé stessa, e che è ora di essere, seriamente, l’alternativa
all’attuale sistema politico. Dovrebbe iniziare ad essere un leader politico
(non può certo negare di esserlo) oppure, lasciare libero il campo a coloro che
hanno portato avanti il Movimento nel “piccolo” dei comuni in maniera efficace.
Dovrebbe,
quindi, rendersi conto che è ora di smetterla di fare il comico e di iniziare a
fare politica (se questo è quello che vuole), perché, pur odiandola, l’unico
modo per cambiarla è essere parte di essa.
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